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Appunti disordinati ed estivi, riflessivi e riflettenti (senza SEO)

 
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Premessa. Ho cercato di restituire il mio pensiero nel modo meno contorto possibile. Spero di esserci riuscito. Se così non fosse, scusami: non giudicare e passa avanti. Sono solo appunti (appunto) disordinati, riflessivi e riflettenti (per chi ci si ritrova un po', appunto) come da titolo blog post.


Com’è possibile evitare l’accettazione del ‘mondo’ disegnato da un sistema di potere fondato sull’ipocrisia e la menzogna, creato da esseri umani malati? E anche riuscendoci, riusciremo a capire che la gravità della situazione attuale impone di abbandonare divisioni e sovrastrutture?


Più che con l’informazione, con la cultura (nel senso più ampio del termine), poiché saper leggere e scrivere in questa società non basta più. La cultura ha un ruolo più importante dell’informazione, perché senza cultura si è incapaci di leggere (tra le righe) il tutto. Avere cultura vuol dire avere anche la capacità di riconoscere le sovrastrutture che sentiamo erroneamente come nostre (perché interiorizzate sin dalla scuola) e che invece sono indotte. L’incontro con la cultura dovrebbe aiutarci a capire cosa è sovrastruttura, e cosa non lo è. Se la cultura non ci dà una mappa (non ci eleva, non ci coltiva), parliamo di una cultura fine a se stessa, inutile per le persone.


Ci sono molti ‘pupi’ che mettono la propria intelligenza (o stupidità) al servizio del burattinaio (non una persona fisica, non un governo, ma un insieme che si fa sistema di potere e si perpetua, negli anni, nei secoli), senza neanche accorgersene, poiché incapaci di uscire dai confini del proprio steccato (mentale, creato artificiosamente dal modello di società neoliberista che sogna di schiavizzare l’essere umano e le democrazie). L'orgasmo neoliberista sta nel farti credere tuo un pensiero/bisogno costruito e imposto (o indotto) dalle multinazionali, proiettandoti nella mente bisogni e desideri che riterrai impossibile da rifiutare e rifuggire (e vivendo dentro la società neoliberista, essere immuni da questo orgasmo non è semplice - ognuno ha un suo modo per arrivarci, oltrepassare un inferno aiuta molto). Per fortuna qualcuno inizia a ribellarsi a tutto ciò.


L’informazione libera è davvero libera se lo è anche da sovrastrutture mentali, intellettualmente onesta e il più possibile imparziale. Prima di informarsi, allora, occorre capire se la fonte che ci fornisce l’informazione è davvero libera o no. Quindi valutare di conseguenza l’informazione che ci propone.


Devono esserci diversi segnali per farti capire quanto sia importante (per la tua comunità, per te, per i tuoi cari, per il futuro dei tuoi figli, ecc.) approfondire un certo argomento. Se i segnali sono pochi, l’importanza di approfondire una certa questione non può essere colta, mentre si continuerà nelle attività di tutti i giorni che non permettono di fermarci a riflettere su argomenti che magari non ci riguardano direttamente, ma che indirettamente incidono sulla nostra qualità della vita e sul nostro futuro (es. per quanto tempo dobbiamo ancora sopportare la mancanza di lavoro? la disoccupazione giovanile? la criminalità organizzata? il femminicidio? la corruzione? il Mezzogiorno trattato da zerbino? l'anarchia in cui vige la legge del più furbo/raccomandato? ecc. ecc. ecc.). L’importanza di approfondire determinati argomenti dobbiamo percepirla da chi ci fidiamo (e qui mi ricollego al post sull’intelligenza collettiva e la Rete, che proprio per questo è fondamentale per ottenere un’evoluzione dell'umanità).


La consapevolezza verrà dopo. Iniziare (a pensare diversamente) serve solo a capire l’origine dei nostri problemi oggi (il rapporto con l’Ue, la sudditanza della classe politica alle banche e alla finanza internazionale, il dogma euro, ecc. sono solo conseguenze della nostra non conoscenza / scarso interesse verso problemi fatti apparire come lontani e complicati, strumentalizzati, irrisolvibili al di fuori del frame dato - ancora, la vera causa primaria è la non conoscenza dell’essere umano, di noi stessi e delle nostre potenzialità).


Senza conoscere il passato (inteso come verità storica, e non come storia studiata sui libri scritti dal sistema di potere che questo frame l’ha creato), non possiamo disegnare un futuro autentico (l’unico leader e statista occidentale che vedo è Papa Francesco, che da solo può molto e allo stesso tempo può poco).


Aumentare i segnali che possono far comprendere l’importanza di approfondire certi temi è complesso se i media main stream non vanno dentro il cuore dei problemi, evitando la polemica e lo show a tutti i costi. Esempio... I media non riescono ad affrontare seriamente i problemi del Mezzogiorno (che in teoria compone metà Italia) e quando lo fanno sottovalutando la complessità del problema ne peggiorano la comprensione (es. la trasmissione di Gianluigi Paragone dell’anno scorso su La7, dopo l’allarme lanciato dalla Svimez che spiegava come il Sud Italia stesse peggio della Grecia; le arene di Giletti su Rai1, ecc.). Più la classe dirigente e i media ignorano il problema Sud, o lo trattano superficialmente cercando la polemica (permettendo a volte anche le offese, lo scherno e il luogo comune) più il risentimento della gente del Sud cresce.


Se l’Italia è parola vuota, l’attuale assetto unitario non potrà che essere messo in discussione da tutte quelle persone che vedono questo paese come nemico, più che come alleato. A cominciare dal Sud e ancor più dalla Sicilia che ha già dato prova nel passato di mal sopportare chi la trattava come zerbino da piedi (oggi c'è l’esempio dalla Scozia).


Si dovranno mettere il cuore in pace gli eredi di Cavour, ovvero coloro che mantengono in vita questo paese frankenstein così com'è (senza neanche provarci a unirlo davvero), che più di una nazione si è rivelato un mero sistema di potere (marcio e corrotto sin dalla nascita - ricordando gli ufficiali borbonici corrotti dagli anglo-piemontesi; il determinante supporto economico e strategico dell’Inghilterra; gli accordi tra Garibaldi e la nascente mafia in Sicilia; il patto tra Liborio Romano e la camorra promossa a forza di polizia a Napoli; le prime tangenti e gli appalti truccati sin dal 1861 con la costruzione della rete ferroviaria meridionale affidata a una ditta toscana, ecc.).


La frase detta da De Magistris (‘Renzi, ti devi cacare sotto’ - se è vero che in campagna elettorale vale tutto, il tutto vale per tutti), è un po’ il messaggio che molti meridionali avrebbero voluto mandare al governo toscano (ops, lapsus...), e tradotto vuol dire: con le promesse non ci tenete più buoni, il tempo è scaduto. Insomma, in più di 150 anni ce li avete proprio scassati i cabbasisi, per dirla alla Montalbano.





Il dissenso è solitamente permesso nella misura in cui nuoce poco, ed è represso (in qualsiasi modo utile) quando rischia di diffondersi e contagiare molti. Ma nel momento in cui il dissenso a un vecchio sistema di potere - ormai incapace di fare nulla, che sopravvive grazie ad alchimie indotte dall’esterno - diventa anche alternativa e (soprattutto) si fa coscienza collettiva, non può più essere fermato. E più questo è vero, più gli usurpatori si 'cacano sotto' (per dirla alla De Magistris). Si spera di non vedere troppe reazioni scomposte (anche dall’esterno).


Per capire da dove arrivano le disgrazie dell’occidente credo sia interessante ascoltare cosa dice Paolo Ercolani nel suo intervento “Il Dio cattivo” all’incontro “L’insurrezione della nuova umanità”, con Mauro Scardovelli.


A chi ha voglia di contrapporre una versione più veritiera alla favoletta risorgimentale dei soli ‘mille’ che hanno liberato il Sud Italia (Grazie mille!), consiglio di vedere un film (boicottato-censurato in Italia) del 1999: “Li chiamarono... Briganti!” (in coda al post), di Pasquale Squitieri, con Enrico Lo Verso, Claudia Cardinale, Remo Girone, Giorgio Albertazzi, Franco Nero e Lina Sastri (trama, commento, produzione e critica del film su Wikipedia).




Se non si ha una mappa per leggere e decifrare le informazioni che abbiamo è difficile capire dove si sta andando. Sapendolo usare, si può seguire l’intuito, ma come possiamo essere sicuri di unire i puntini giusti? Per questo è importante trovare il giusto modo di mettere in Rete la cultura di chi si trova fuori dalla caverna di Platone. Tentiamo di creare noi una mappa in Rete, con il fine ultimo di ottenere un’intelligenza collettiva da tante intelligenze individuali.



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