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Referendum costituzionale, perché votare No

 
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Per leggere più nel dettaglio i cambiamenti a cui assisteremmo, se la riforma costituzionale dovesse passare, ho selezionato alcuni articoli e video che illustrano le modifiche e ospitano le critiche di alcuni tra i più autorevoli costituzionalisti / professori / intellettuali / filosofi (autentici, cioè che riescono a vedere e riportare la realtà, che riescono a leggere i tempi, che vivono nel qui ed ora).


Perché votare No al referendum costituzionale, spiegato semplicemente


Se hai qualche dubbio, oltre a informarti sul merito della riforma, fatti anche delle domande chiave... Ti fidi di questa classe dirigente? Riesci a leggere l'arroganza e la cialtronesca scaltrezza di chi si è impadronito dell'Italia? Una classe dirigente che, tra le altre bassezze, intende bastonare mediaticamente gli avversari e non avere nulla a che fare con i disabili (neanche fossero appestati), quale riforma costituzionale potrebbe partorire? Sei sicuro che la riforma costituzionale sia così urgente? E il mercato del lavoro che non funziona? E il territorio da mettere in sicurezza? E la criminalità organizzata da contrastare? E la corruzione dei colletti bianchi da punire efficacemente? E un sistema fiscale che incentivi a pagare le tasse e non a fare il contrario? E il Sud che resta condannato al mancato sviluppo? E la burocrazia da snellire? Eccetera, Eccetera, Eccetera.

A chi servono le Autostrade come la BreBeMi (Brescia Bergamo Milano), o la Orte Mestre, oppure l'Alta Capacità ferroviaria nella Val di Susa? Al popolo che si deve spostare lungo l'Italia (nel Mezzogiorno c'è un grande bisogno di autostrade, e non solo di autostrade), oppure ai grandi capitali che devono finanziare la costruzione delle grandi opere (magari trovando anche il modo di riciclare denaro sporco)?

Si dice che dopo la riforma le leggi saranno approvate in tempi rapidi. Si tratta di un pretesto (a parte che occorre valutare anche la qualità delle leggi prodotte, e non solo i tempi). Per accelerare i disegni di legge parlamentari, prima della costituzione sarebbe meglio iniziare ad aggiornare i regolamenti in base ai quali questi disegni si muovono tra Camera e Senato. Mentre riguardo l'iniziativa legislativa del Governo, il problema della lentezza (una delle giustificazioni circa l'urgenza della riforma) non esiste: quando il Governo vuole approvare qualcosa riesce a farlo abbastanza velocemente con i decreti legge. Anche il risparmio economico, irrisorio a fronte della spesa complessiva dello Stato, si poteva ottenere in modo diverso e senza modificare la carta costituzionale: tagliando il numero e/o gli stipendi dei parlamentari.

La costituzione non è irriformabile, anzi, deve evolvere proprio perché i periodi storici evolvono. Ma non si può cambiare così, in un clima da quasi guerra civile tra teorici del No e teorici del Sì, con impulso fortemente governativo ispirato da un troppo anziano ex Presidente della Repubblica (ovvero il principale responsabile dell'attuale palude venutasi a creare dopo il 2011), con maggioranze risicate e raccattate qua e là. Quasi 50 articoli stravolti non sono uno scherzo, e trattandosi della carta fondante di uno Stato, non si può proporre la sua riforma al grido o con me o contro di me. Oggi non ci sono Statisti, ma neanche leader politici. Quale leader politico lancerebbe un referendum costituzionale andando in guerra non per amore ma contro una parte del paese? Perchè mica ci vuole molto a capire che se personalizzi un referendum così importante (con solito tono sprezzante / saccente / arrogante), un secondo dopo vedrai la metà del paese che non ti stima scendere in campo elmetto in testa contro di te. Quale leader politico lo farebbe se non un leader politico usurpatore con evidenti problemi di megalomania?

Se l'attuale classe dirigente non è in grado di formare un'assemblea costituente specchiata, se non è in grado di proporre una riforma costituzionale seria sulla quale tutti gli Italiani possano discutere civilmente e costruttivamente (poiché messi nelle condizioni di riconoscere un aumento dei loro diritti), se non è per niente credibile nel suo operato e nella sua visione del futuro, il problema di questo paese non è la sua carta costituzionale, il problema di questo paese è la sua classe dirigente. Più che un problema (come ce l'hanno anche altre democrazie), quella italiana è una iattura antica: tranne che per periodi brevi, è dal 1861 che abbiamo classi dirigenti puzzolenti (o se preferisci, fituse).

Davvero metteresti la tua vita e il tuo futuro nelle mani di chi si schiera a favore dei grandi capitali, delle lobbies, delle multinazionali? Perché la classe dirigente si piega così facilmente al volere dei cosiddetti poteri forti? Trovi la risposta nel primo articolo che ho linkato, poco più sotto.



Questo referendum non prevede Quorum. Dovessero votare in tre, questi tre decideranno per tutti. Ricordo che il Parlamento che ha approvato questa riforma è stato votato con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

Prima del 4 Dicembre sarebbe cosa buona e giusta (o per meglio dire doverosa), dedicare almeno un'oretta di tempo per leggere e capire come stanno davvero le cose. Tempo ben speso... Io le conseguenze di un Sì votato con inconsapevolezza/superficialità, o di un No non espresso per prigrizia o confusione, non le vorrei subire.



Giorgio Galli: "Comanda la finanza: o la controlliamo politicamente o siamo finiti"

Il decano dei politologi italiani: «Le leggi le fanno gli uffici legali delle multinazionali. Dovremmo poter entrare nei loro consigli di amministrazione. Le riforme di Renzi? Il cittadino è meno rappresentato di prima».

Leggi l'articolo su Linkiesta.it


Luciano Canfora: la tentazione dei liberali è togliere il voto alla gente

Secondo lo storico e filologo le polemiche del dopo Brexit (“devono votare anche gli ignoranti?”) rivelano l’antico sogno liberale di “addomesticare” la democrazia. Ecco perché l’idea di restringere il diritto di voto su temi importanti non può funzionare, ed è antidemocratica.

Leggi l'articolo su Linkiesta.it


Cosa prevede la riforma costituzionale

Il referendum sulla riforma costituzionale in Italia si terrà domenica 4 dicembre. Lo ha comunicato il 26 settembre il premier Matteo Renzi durante un consiglio dei ministri. La consultazione era inizialmente prevista per ottobre.

Leggi l'articolo su Internazionale.it


Cinque osservazioni critiche sulla riforma costituzionale (Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Luigi Ferrajoli e altri giuristi)

Gentile redazione, da assidui e attenti lettori della vostra rivista ci preme segnalarvi che la ricostruzione in cinque punti della proposta di riforma costituzionale apparsa sul sito di Internazionale il 26 settembre 2016 [link sopra, ndr] ci è sembrata lacunosa in merito ad alcuni aspetti, a nostro avviso particolarmente critici, del testo di legge su cui il 4 dicembre saremo chiamati a pronunciarci attraverso il voto referendario.

Leggi l'articolo su Internazionale.it


Guida al nuovo Senato

La prima di tre puntate sugli effetti della riforma costituzionale oggetto del referendum il 4 dicembre: cosa cambierebbe se vincesse il Sì, spiegato bene.

Leggi l'articolo su Ilpost.it


Se abiti in Italia in un comune diverso dal tuo comune di residenza, segui queste indicazioni per poter votare nel comune in cui abiti.

Se sei residente all'estero, leggi le indicazioni del Ministero degli Affari Esteri. Anche gli Italiani temporaneamente all'estero possono votare: per scoprire come fare leggi la pagina appositamente predisposta dal Ministero dell'Interno.


Infine, per chi ha più di un'oretta, ecco altri video che spiegano perché è così importante votare No.


Marco Travaglio


Salvatore Settis


Diego Fusaro


Stefano Rodotà


Mario Giambelli (ospitato dal canale YouTube di Mauro Scardovelli)



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