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Recensione di Pixel, primo smartphone di Google che fa vergognare Siri

21|ott|2016
 
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Il sistema operativo di Google è sempre stato un piccolo disastro. Con l'arrivo di Pixel prepariamoci a cambiare idea rapidamente.

Riguardo il 'vecchio' Android, la sua più grande forza - l'apertura e la possibilità per qualsiasi produttore di adottare e modificare il software libero – è da sempre anche la sua più grande debolezza. Questo ha causato un’eccessiva dispersione in mille prodotti e servizi, aggiornamenti incompleti o mancanti, e una sicurezza non sempre a prova di bomba. Solo dopo anni e anni di esperienza le aziende che producono i telefoni Android hanno finalmente dimostrato di saper far fronte ai problemi. Raggiunta una certa stabilità, Google ha fatto la mossa più azzeccata, realizzando un vestito su misura della sua creatura mobile.



Il nuovo Google Pixel è arrivato!

Il Pixel, primo smartphone progettato da Google a partire da un foglio bianco, è la soluzione alla maggior parte dei problemi di Android. Il telefono, che parte dal prezzo di 649 dollari (equivalente a circa 597 euro) e sarà in vendita in alcuni paesi a partire da questa settimana (come possiamo leggere su Corriere e Repubblica, Pixel arriverà nel mercato italiano nel 2017), evidenzia in Google l'ambizione di riprendere il controllo del suo sistema operativo, anche per dimostrare (una volta per tutte) che la sua creatura è una piattaforma leggera e semplice da utilizzare.

E il pensiero di Google si è dimostrato corretto: il suo telefono funziona. Il Pixel è un ottimo telefono, ed è ciò che Android avrebbe dovuto essere sin dall'inizio. Google ha finalmente capito che non è sufficiente fare solo un ottimo software: per essere un big in questo settore devi confezionare un prodotto completo, e ottimo. Software eccellente necessariamente abbinato con hardware eccellente, quindi... Dovrebbe essere ovvio! E infatti è stata la filosofia di Apple per decenni.

Google ha però un grande vantaggio rispetto ad Apple, vantaggio che riguarda software e servizi. Questo vantaggio si chiama precisamente Google Assistant, nuovo aiutante digitale che vive dentro il nuovo Pixel (questo dimostra, se ce ne fosse bisogno, che se Google vuole entrare seriamente nel mercato, è in grado di impensierire non poco la concorrenza).

Il telefono Pixel ci fa intravedere un futuro in cui l'hardware dello smartphone conta meno, e l'intelligenza artificiale che lo alimenta ha la precedenza. Nessun’altra azienda si trova in condizioni migliori di Google per approfittare di questo futuro (che ora possiamo solo intravedere). Peccato che l'Italia non è tra i paesi che vedrà l'ingresso di Pixel nel mercato entro il 2016... Sono stati però annunciati i prezzi per il mercato italiano: il Pixel partirà da 759 euro per il modello 5 pollici da 32GB. 869 euro per la versione da 128GB; 899 euro per Pixel XL da 32GB; 1.009 euro per Pixel XL 128GB.


Introducing Pixel, Phone by Google


‘Ok Google, quando il mio prossimo treno?’

Il nuovo Google Assistant funziona un po' come Siri. Toccare e tenere premuto il tasto home: l'Assistente si apre ad ascoltare ciò di cui hai bisogno. Google Assistant estrae informazioni da tutto ciò che si fa nei servizi di Google: Ricerca, Gmail, Agenda, Foto, ecc. Più servizi Google utilizzi, migliore è l’aiuto che l'Assistente riesce a darti.

Un esempio pratico... Ho chiesto aiuto per sapere quando avrei dovuto prendere il mio prossimo treno e la risposta è stata chiarissima: numero del treno, vagone-sistemazione e ora della partenza prevista. Ma io non ho mai chiesto a Google a che ora sarebbe stato il mio treno! La mia domanda riguardava l’email di conferma che avevo ricevuto subito dopo la prenotazione. Stupefacente!

E questo è solo un piccolo esempio, seppur importante, riguardo le potenzialità di Google Assistant. Mi sono trovato di fronte a un sistema intelligente che ha compreso il contesto della mia domanda, e ha risposto di conseguenza nel modo più efficace (scandagliando i vari servizi, infatti, Assistant restituisce la risposta che più dovrebbe interessarci in base alla domanda posta).

Sembra magia, e il bello è che siamo solo all’inizio. Google vuole procedere proprio come un treno ad Alta Velocità in questa direzione, al fine di creare la migliore esperienza personalizzata per ognuno di noi. E dopo aver trascorso alcuni giorni con l'Assistente e il nuovo Pixel, posso affermare che Google è concretamente l’azienda più attrezzata per sviluppare l’Intelligenza Artificiale in questo momento.



Google Assistant fa di Siri un’assistente svampita

Le capacità dell'assistente di Google sono così ampie e variegate che è impossibile elencarle tutte qui. Non ho chiesto ad Assistant tutti gli aiuti che mi sarebbero potuti servire in generale, ma ogni volta che le chiedevo di aiutarmi in qualcosa sono stato piacevolmente sorpreso.

Guarda le foto del mio ultimo viaggio in Sicilia. Fatto! Dammi il percorso più veloce per arrivare a casa. Fatto! Ricordami di contattare il mio capo quando arrivo al lavoro domani. Fatto! Ascolta una canzone di Vasco. Fatto!

E non dobbiamo dimenticare le immense possibilità che ha Google riguardo la Ricerca sul web (un grande vantaggio per fornire risposte sempre più utili). Facciamo qualche esempio…

A che ora è il prossimo dibattito sul referendum costituzionale? Com’è finita la partita Napoli - Roma? Ci sono dei buoni ristoranti vicino a dove mi trovo, e posso fare la prenotazione?

Potrei continuare a lungo, ma probabilmente non renderei l'idea. Google ha decine di miliardi di risposte registrate nel suo sistema, e in più può attingere alla conoscenza di diverse fonti attendibili (come Wikipedia), se proprio è dubbioso riguardo la risposta più utile da fornire. In pratica è quasi sempre in grado di darti ciò che stai cercando, anche se per alcuni casi (molto rari in effetti), la risposta fornita era utile quanto la pagina dei risultati di ricerca Google.


Google Now e le sue informazioni sono proattive

E quando Assistant fa coppia con Google Now (aiutante proattiva di Google che fornisce le informazioni e gli avvisi in base a ciò che Google sa di te), il Pixel si trasforma in qualcosa di veramente strabiliante, e diventa difficile vederlo come un semplice smartphone. Per fare un paragone non così lontano dalla realtà, ma che può farti immaginare come potrà esserti utile questa magia: il Pixel è al lavoro per te 24 ore su 24, e vuole offrirti tutto ciò che desideri ancora prima di sapere che lo desideri.

Con una tale concorrenza, Apple dovrebbe essere un po’ imbarazzata della sua Siri, che pur avendo un vantaggio di cinque anni su Google Assistant, non è stata neanche lontanamente capace di raggiungere simili risultati. Per questo, al confronto, Siri sembra un’assistente imprecisa e incompleta (che definisco simpaticamente svampita).

Ovviamente durante la prova non è stato tutto rose e fiori: ci sono stati alcuni difetti con Assistant. Poteva inviare email e messaggi di testo, ma non riusciva a leggere email e messaggi arrivati (caratteristica che dovrebbe essere presto disponibile). Inoltre non riusciva a dirmi quando sarebbe arrivato il mio ordine Amazon, anche se tale informazione era disponibile in Google Now. Piccoli difetti che possono essere risolti da Google nel corso del tempo, allenando l’assistente al fine di darci risposte più intelligenti e precise, man mano che più persone la utilizzeranno.

I guai non finiscono qui… Alcuni problemi di privacy sono evidenti. Assistant è così efficace perché sa tanto di te. Mettiamola in questi termini: devi consentire che la tua persona (le tue abitudini, i tuoi gusti, i tuoi spostamenti, ecc) sia ‘usata’ dalla multinazionale americana, esclusivamente(?) per aiutarti nelle tue richieste quotidiane. Devi avere un’immensa fiducia in Google per essere super sicuro che tutte queste informazioni personali non siano stranamente maneggiate o ancora peggio abusate (hai presente i cracker? Sì, coloro che tentano di rubare informazioni online si chiamano ‘cracker’ e non ‘hacker’). Ma è proprio in virtù di queste informazioni personali che Assistant riesce a essere il tuo miglior alleato. Da qui non si esce, se non rinunciando all’aiuto prezioso di Google e della sua Assistente tutta per te. Molto probabile che alcune persone siano molto preoccupate dopo aver letto questa recensione... Altri si porranno delle domande sul reale impegno di Google nel rispettare la privacy (ed è giusto che sia così, perché su questi argomenti qualche domanda ce la dovremmo porre tutti). Però, considerando l’incredibile aiuto che riceveremmo dalla nostra Assistente personale, possiamo vederlo come un prezzo più o meno equo da pagare per uno strumento che ci renderà la vita molto più facile (sicuramente dei controlli seri e una regolamentazione chiara aiuterebbero, facendo anche crescere la fiducia dei consumatori).



Android perfezionato

Un altro vantaggio per il Pixel è dato dal perfezionamento di Android. Non si tratta dell’Android modificato che hai già sperimentato su cellulari Samsung o LG. Questo è un sistema Android "puro", cioè implementato nel modo in cui Google lo ha sempre concepito. E il risultato è molto molto buono. Quest’ultima versione di Android (chiamata Torrone) mette in mostra un design pulito e tutte le caratteristiche che ci si aspetta da un telefono di fascia alta.


Pure Android! Più che buono!

Il vantaggio più succulento è che Google Pixel sarà l'unico telefono a ricevere le nuove versioni di Android, non appena saranno disponibili. Cosa inaudita per gli utenti che utilizzano altri dispositivi Android. C’è da dire che anche dopo l’introduzione di Nexus, gli altri produttori hanno faticato non poco per ottenere aggiornamenti tempestivi per i loro utenti Android. Il Pixel viene fornito con la promessa che si acquista un telefono che continuerà a migliorare nel tempo (il che sarà sicuramente vero, ma è anche un coniglio uscito dal cilindro del reparto Marketing). Mossa non nuovissima per la verità… Questa è una delle più grandi motivazioni che ha fatto e fa sbocciare la fedeltà degli utenti iPhone. E così Android si sente finalmente alla pari con iOS! La prossima scommessa sarà quella di espandere tale filosofia al resto dell'ecosistema Android (anche se su questo versante non sarei così ottimista).

Sicuramente una cosa è certa: d’ora in poi, se si desidera il meglio di Android, la soluzione migliore sarà quella di acquistare un telefono direttamente da Google.




Solo un altro telefono?

L'hardware è la parte meno interessante del Pixel: possiamo tranquillamente affermare che si tratta di un hardware standard (comunque di fascia alta). Disponibile in due formati, uno con schermo da 5 pollici e un altro “XL” con schermo da 5,5 pollici. C'è un sensore di impronte digitali, uno schermo super nitido, ricarica veloce (se si utilizza la presa a muro, inclusa nella confezione), un jack per cuffie standard. E ancora: Processore quad-core Qualcomm Snapdragon 821 (GPU Adreno 530); 4GB di RAM; 32 o 128GB di memoria integrata non espandibile; Fotocamera posteriore da 12 megapixel con sensore Sony IMX378, apertura f/2,0, doppio flash LED, messa a fuoco laser e stabilizzatore ottico; Fotocamera frontale da 8 megapixel; Batteria da 2.770 mAh per il Pixel da 5 pollici e da 3.450 mAh per il Pixel XL.

Non che l'hardware sia malvagio, quindi, assolutamente no. Ma è necessario sottolineare che la vera forza del Pixel si trova nel software.

Cosa manca al Pixel? Due caratteristiche abbastanza diffuse tra i telefoni premium: ricarica senza fili e resistenza all'acqua. Nessuno dei due è un must-have, sia chiaro. Ma dal momento che Google si fa pagare così tanto per uno smartphone, sarebbe stato bello avere queste due funzionalità.



Il Pixel somiglia molto all’iPhone

Il design è incredibilmente simile a quello di iPhone 7, almeno a una prima occhiata, tanto che i miei amici pensavano che avessi acquistato un altro iPhone. Il Pixel è decisamente più spesso di iPhone, ma tale caratteristica è servita a Google per evidenziare nel suo Pixel l’assenza dello scalino relativo alla fotocamera (in effetti sgradevole sotto diversi punti di vista).

Il design simile all’iPhone 7 non è un punto di forza, ma una vera delusione. Il design dell’iPhone è già datato, e il fatto che Google l’abbia quasi sposato (tanto è simile il suo Pixel) è una debolezza manifesta riguardo il design. Sarebbe stato bello vedere innovazione e creatività anche esteticamente.

La fotocamera non è al top. Se fossi in Google non affermerei che il Pixel abbia la migliore fotocamera smartphone di sempre. Anche se siamo su livelli elevati, non si può dire con certezza che sia il top della categoria. Come per altre funzionalità del Pixel, un po’ di Intelligenza Artificiale è già integrata anche nella fotocamera… Ad esempio, per aiutarti a trovare lo scatto migliore quando riprendi diversi soggetti in una riga. Google ti darà spazio illimitato per tutte le immagini ad alta risoluzione scattate con il Pixel, un bel benvenuto insomma… Quando invece Apple fa il braccino corto riguardo lo spazio libero gratuito su iCloud.




Conclusioni

Il Pixel è il miglior telefono con Android e quindi rappresenta anche la migliore alternativa all’iPhone. Ovviamente si tratta solo di un primo passo… Il primo grande passo di Google nel settore hardware. Non era mai successo prima, ma il colosso di Mountain View è finalmente pronto a sviluppare seriamente il sistema Android. Come risultato di questo primo passo, c'è da dire che Google sembra aver centrato l'obiettivo: il Pixel è tra i migliori telefoni sul mercato, e la sua Assistant è sorprendentemente strabiliante.


Realizzare un ottimo hardware è qualcosa di molto più facile rispetto alla realizzazione di un ottimo software… La vera sfida oggi, la sfida più grande di questo tempo in ambito mobile, è riuscire a innovare il concetto stesso di smartphone. Il telefono dovrà essere in grado di fare di più per ognuno di noi, attraverso Intelligenza Artificiale e altri servizi utili. Pixel è il mattone che mette Google per sfidare il mercato, e non è una sfida che riguarda solo un nuovo telefono, ma l’evoluzione dello smartphone nei prossimi anni.

Google riuscirà a tracciare una nuova strada rivoluzionando il mercato, così come fece Apple con iPhone 9 anni fa? E a Cupertino staranno a guardare?



Fonte: Business Insider Uk


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