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Una vacanza nelle masserie pugliesi per riscoprire il valore Tempo

28|ott|2016
 
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Come tornare ad assaporare quella che dovrebbe essere una vita naturale per l’essere umano? Come riscoprire antichi sapori, odori, ritmi e tempi andanti?

Ogni volta che ci allontaniamo dalle città, in Puglia come nel resto del mondo industrializzato, tutto ci sembra diverso e ogni pensiero prende nuove forme. Stando a contatto con la natura, assaporandone tutta la sua carica emotiva, nuove mete possono aprirsi all’orizzonte. Da qui a riscoprire la qualità della vita autentica il passo è breve. E una volta fatto questo passo siamo già ai confini del recinto, vediamo cosa c'è fuori da esso.



Allora, come possiamo riscoprire la vita che un uomo sarebbe portato a seguire se non fosse rigidamente indottrinato dalla società neoliberista? Ma soprattutto, come riuscire a far apprezzare il mondo naturale all’uomo che si è auto-intrappolato in grigi tessuti urbani fisici e mentali?

Tornando a rivivere i tempi e le suggestioni che nel passato si vivevano nella quotidianità, quando anche le città avevano una dimensione più consona alla vita di un essere umano. Dobbiamo fare solo un piccolo salto indietro nel tempo, tra 1700 e 1800, precisamente ai tempi delle masserie pugliesi in piena attività, ovviamente in Puglia!



Riviviamo gli usi delle antiche masserie pugliesi, scanditi dai tempi delle stagioni naturali. Oggi le masserie pugliesi sono state ristrutturate per rivolgersi al turismo più rilassante, con immenso giubilo dell’Homo schiavus-metropolitanus originario delle grandi città corrotte dalla globalizzazione selvaggia.


Come si viveva nelle masserie pugliesi?

Meravigliosamente a contatto con la natura. Le masserie pugliesi sono composte da fabbricati rurali che si trovano sempre a pochi chilometri dal mare (a uno-due chilometri dalla costa, oppure un po’ più nell’entroterra). In questo tempo passato la masseria era il principale modello abitativo della campagna, e tutto doveva essere progettato intorno alle esigenze del massaro e alle sue funzioni. Un borgo agricolo in miniatura, quindi, che doveva servire per l’allevamento e la produzione dei prodotti agricoli, e che si manteneva vivo e festoso grazie al duro lavoro del massaro e dalla sua famiglia. In base alla mole di lavoro che occorreva svolgere (dipendente soprattutto dalla superficie coltivata e dal bestiame allevato), in masseria arrivavano seminatori, spigolatrici, pastori e altri braccianti, per aiutare i lavoratori stabili della masseria nelle stagioni di maggior attività.



Dal canto del gallo fino all’ultimo raggio di sole infuocato, tutti erano impegnati nel difficile lavoro che l’azienda agricola pugliese richiedeva per il suo funzionamento. Le attività principali e comuni erano l’allevamento del bestiame, il pascolo delle pecore, la semina, la trebbiatura e la vendemmia. Tutti gli animali erano serviti e riveriti, poiché svolgevano un ruolo a dir poco rilevante per l'intera masseria: cavalli, buoi e vacche, erano necessari per il lavoro e costituivano un importante scorta di carne. I cani, oltre ad essere di compagnia, aiutavano anche nel pascolo e in altre attività utili (come la guardia notturna). E poi c’erano anche altre attività da portare avanti, come l’educazione dei figli, i lavori domestici, la preparazione di pane, pasta, conserve, salse, liquori, formaggi e ricotta: si dovevano garantire piatti caldi anche nei periodi di magra e nulla poteva essere lasciato al caso.



Il vasto cortile centrale delle masserie assumeva una funzione centrale, animato com’era da conigli, polli, tacchini e maiali allevati, tutti contributori di quella sana allegria che accompagnava le belle giornate piene di lavoro e di festa. Ambienti così semplici e così meravigliosi, intrisi da una divina umanità mediterranea, sospirante felicità e bellezza. Lo scorrere ruzzolante del tempo danzava con l’anima di chi lo respirava a pieni polmoni. Quel tempo che oggi abbiamo sepolto nell’inverno del genere umano.

Quella delle masserie pugliesi era una vita semplice, autentica, sicuramente anche dura, ma in piena armonia con il mondo naturale e gli altri esseri viventi. Il ciclo delle stagioni scandiva le singole vite dei protagonisti di questi meravigliosi ecosistemi, scandiva le attività della comunità che così si creava e si formava. La spiritualità e i sentimenti umani in questo mondo erano al primo posto: precedenza all’essere umano e alle sue esigenze, poi veniva tutto il resto.

In un autunno ancora caldo era prevista l’aratura della terra, la semina e la vendemmia. L’inverno più gelido era dedicato alla potatura delle piante e ai lavori di manutenzione. Nella fresca e frizzante primavera si pensava alla cura dei cereali e dei seminativi. L’estate solare serviva alla raccolta del fieno dorato, alla mietitura e alla trebbiatura dei cereali.



E sai come si procedeva alla trebbiatura per ottenere il grano?

Avveniva una specie di rito. La trebbiatura andava in scena dentro un’aia (una porzione di terreno di forma circolare solitamente davanti alla masseria), dove all'interno erano disposti fasci di spighe in cerchio, come a formare il contorno di un sole. Un contadino, al centro dell’aia, teneva le redini di uno o più muli che faceva muovere in circolo, proprio per fargli calpestare le spighe con gli zoccoli: così saltavano fuori dal cerchio i chicchi di grano dalle spighe. L’avresti mai immaginato?



Quella della masseria pugliese, quindi, non è solo una vacanza all’insegna del relax in Puglia, ma una vera e propria riscoperta di antichi valori e tradizioni. Recandoti nei luoghi in cui accadeva ciò che ho provato a farti immaginare, potrai apprezzare uno stile di vita diverso, più consono all’essere umano, ai suoi tempi e alle sue vocazioni. Avrai un nuovo punto di vista per riflettere sul tuo stile di vita attuale nella metropoli rubatempo.



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Rispondi al Quiz

Come si procedeva alla #trebbiatura per ottenere il #grano?


  1. Schiacciando le spighe con dei ferri di cavallo
  2. Disponendo le spighe in cerchio e facendole calpestare dai muli
  3. Affidandosi a macchinari complessi inventati da Archimede
  4. Facendo calpestare le spighe con le mani ai figli più dispettosi del Massaro, per punizione
  5. Riunendo tutti gli animali della Masseria in cerchio sopra le spighe